Gino Tonello

Settembre '01

Recensione di RESY AMAGLIO

La cifra stilista di Tonello – dice la Amaglio – si riallaccia in parte a suggestioni di tipo surreale, mentre negli smalti i colori vivaci e l’impronta espressiva rimandano ad altre sperimentazioni. In tutta la sua pittura Tonello esprime il disagio dell’uomo di oggi di fronte al vuoto interiore e che la dipendenza dalle produzioni tecnologiche può creare in lui. I vetri in particolare, mosaici destrutturati e ristrutturati secondo un criterio di alternanze dissonanti, sia concettualmente che formalmente, danno la misura della frammentarietà del presente e dei contrasti spirituali che ne sono generati.

Si ritrovano, in numerosi lavori  di Gino Tonello, suggestioni di natura surreale che si ricollegano quasi di necessità ai modi e alle tecniche espressive propri del Surrealismo; tuttavia, al di là della somiglianza formale, le motivazioni della pittura di Tonello non si apparentano con le ragioni fondanti del movimento di Breton, non vi è affinità d’intenti tra questi dipinti e la qualità delle istanze introspettive che diedero vita e sostanza al Surrealismo: e questo sebbene Tonello confessi di amare moltissimo Dalì (le opere, non le ossessioni).

In molte produzioni di Gino Tonello,immagini di una leggerezza onirica, levigata e lontana, straordinariamente accurate, rese da una tecnica del ritratto assolutamente fedele al vero, si accompagnano ai simboli dei più comuni manufatti tecnologici, degradati, questi, e deformi, ad esprimere il disagio dell’autore, la sua critica al deteriorarsi del nostro tempo, alla caduta della quotidianità nel vuoto dell’illusorio, alla zavorra dell’inutile, del virtuale in quanto “non vero”.

Critica espressa con figurazioni formalmente precise, prova di una conoscenza e di un amore artigianale per il mezzo espressivo adottato: le cromie sono nette, la filigrana del segno articolata scrupolosamente, i contrasti concettuali trovano nelle opere una collocazione equilibrata, sono fogli di una scrittura allusiva ben impaginati in un’aura chiaroscura di perfetti nitori e presentimenti corruschi. Il pittore rivela qui l’essenza della sua poetica, contrastava, dove la consapevolezza del reale, dei suoi condizionamenti, e l’aspirazione, intensamente sentita, al ritrovamento di altri significati, si intrecciano con fervore immaginativo.

Ecco allora le serene adolescenti dalle radici arboree, calligrafiche, fissate in cadenze quasi di danza rituale, pallide ierofanie evocate a rammentare una perduta verginità e messe a far da quinta al disfacimento dei prodotti adorati dall’uomo tecnologico.

Resy Amaglio