Gino Tonello

"GINO & TONELLO OVERTURE" - Giugno '05

Presentazione e testo critico di ATTILIO BELLANCA (Presidente della Societa delle Belle Arti Circolo degli Artisti "Casa di Dante")

Nell’immenso universo dell’arte contemporanea l’artista si fa distinguere non per le sue doti innate bensì per le capacità straordinarie di stravolgere la realtà per affidarla, il più delle volte, al grottesco.

Io credo, invece, che l’artista dovrebbe ancora osservare il rigore del segno, l’eleganza del contenuto e dare quel grande respiro di cui è capace nel rappresentare.

Per questi motivi ritengo che osservando le opere di Tonello, ci si rende conto di trovarci di fronte ad un serio artista che non segue le mode, bensì che ha il rispetto di se stesso, quale artefice unico ed incontrastato della vera arte. Tonello, pittore, interpreta il rappresentato con una indagine interiore di grande spessore circoscritta dall’eleganza grafica e dagli armoniosi contenuti cromatici che eccellono nella figurazione, mentre favoleggia egregiamente nel paesaggio di cui ne subisce il fascino. Per questi motivi è interessante osservare con attenzione i quadri che si riferiscono alle quattro stagioni, dove l’artista non può sottrarsi a sé stesso manifestando il suo stato d’animo ed il suo pensiero.

La primavera: l’albero dalla folta chioma rappresenta il proliferare dei nostri sogni.

E i sentimenti trattenuti dalla ricca pianta e rappresentati da miriadi di punti di colori diversi,stanno a documentare i vari umori e le speranze che s’affacciano alla vita, la quale a volte disinganna, disperdendo il tutto nel negativo che la circonda.

L’estate: l’esplosione di luce dà forza e vigore alla realtà, rappresentata da un cumulo di terra, dove tutto il resto è vita.

L’autunno: nell’immenso sconosciuto viviamo sul piedistallo della nostra gioventù passata, rappresentata dal verde posto a base del dipinto, mentre il rosso attorno al giallo rappresenta la forza della nostra personalità acquisita. Il tutto, però appoggia sul fuoco della nostra memoria che sostiene il ricordo e si colora al sole.

L’inverno: le foglie bianche non sono diradate e l’esperienza rinserra le fila della nostra vita:con il prato bianco delle nostre gioie segrete viene espressa la nostalgia e la paura di un’ultima alba.

Questi quadri sono quattro valide interpretazioni che distinguono con certa potenza l’artista ed il suo carattere, presentandoci così, un pittore che nell’arte contemporanea sa esprimere il suo ruolo in maniera ottimale, e che sa gestire le doti che possiede magnificamente per quei consensi di riconoscimento che non gli potranno, assolutamente, mancare.

Attilio Bellanca