
"ELEMENTS" - Settembre '07
Presentazione e testo critico di NICCOLO' NICCOLAI
L’opera di un’artista vive nel tempo di vita autonoma, indipendente da colui che l’ha generata; parla da sola dei suoi contenuti, pertanto la conoscenza dell’artista, può essere ermeneutica alla comprensione e al godimento del suo lavoro.
La conoscenza di Gino Tonello e della sua opera avvenute nella medesima circostanza, ha illuminato vicendevolmente l’autore e le sue creature, rendendo l’opera più godibile ed i suoi contenuti meglio comprensibili.
Infatti, nell’opera di Gino Tonello l’unità fra espressione e tecnica dona al grande pubblico ed alla critica immagini forti, che prendono l’emotività e la razionalità, creando nei fruitori se non un unanime consenso, certamente motivi abbondanti di stupore e riflessione.
La conoscenza sincronica dell’uomo e dell’artista mi ha messo in contatto con quelle pulsioni-pensiero emergenti dal suo spirito, tanto da poter leggere i suoi segni cromatici scavati o soffiati su supporti pittorici magistralmente scelti, le profondità della sua anima o la veemenza epidermica e suadente di eros, efficacemente espressi con caratteri inequivocabili.
Da artista ad artista, da scultore a pittore, estrinseco la mia ammirazione nel constatare la coerenza linguistica tra contenuto e contenitore, manifestata nell’opera di Gino Tonello, dall’uso sapiente del medium prescelto per rappresentare con giustezza e coerenza metodologica la sua visione.
Visione molteplice e composita, che spazia dal figurativi levigato all’informale ruvido e carico di suggestioni texturali ardite, proposte con passaggi tecnici dettati da un’esigenza incontenibile d’esprimere gli incontri, le scoperte del momento, i pensieri repentini o lungamente meditati.
Fin da giovane ventenne Gino Tonello fu prorompente l’esigenza dì esprimersi, una consapevolezza simile a quella suggerita da R. M. Rilke in una lettera del 1904 indirizzata ad un giovane poeta che aveva domandato come si poteva capire se era poeta; Tonello rispose a quella istanza in rilkeliana maniera:
"….devo dipingere, perché non posso vivere senza dipingere"
Da quella professione Gino non ha mai smesso di dipingere, affrontando nell’attività pittorica i dolori e le gioie, beandosi della piacevolezza dei suoi impasti pittorici che siano essi fini campiture o magmatica materia dalla quale si evidenziano texture che assolvono il mimetismo o la concreta plasticità della terza dimensione.
Molto dovrei dire dei significati simbolici e allegorici insiti nella pittura di Gino Tonello ma rischierei la lunghezza di un saggio di moltissime pagine; fatica che dovrebbe affrontare un critico, che quindi no compete a me artista che ne omaggia semplicemente un altro: Gino Tonello.
Niccolò Niccolai