GINO TONELLO, un’infuocata realtà fenomenica

di Mario Guderzo

La pittura di Gino Tonello è una pittura suggestiva, generata dal colore steso sulla tela in tutta la sua fisicità e matericità, in essa è presente un’interiorità magmatica ed un’espressività che si intuisce proprio nell'addensamento dei colori, che irrompono in maniera travolgente nello spazio pittorico.

PANTANO
polimaterico su tela cm 100x150

 

Si tratta di una materia indagata e manipolata, smembrata e rimescolata, plasmata e trasformata che cerca un luogo di incontro con il pensiero, il punto da cui tutto parte e a cui tutto torna.
Osservando i dipinti di Tonello ci troviamo di fronte a delle immagini che non corrispondono al parametro tradizionale di forma, ma appaiono come organismi informali, non corrispondenti alle aspettative ordinarie, il cui disordine e la cui estraneità dai codici del gusto comune sono in grado di attivare nel fruitore percorsi emotivi autentici e, a loro volta, imprevedibili.

LA CHIAVE DEI SOGNI
tecnica mista su juta cm 100x100

 

 

 


Il rifiuto di una forma chiara e definita si esprime in gesti liberi e repentini, refrattari ad ogni convenzione pittorica. La tradizione rinnegata si manifesta in un mondo espressivo variegato e multiforme, sospeso fra intuizione ed astrazione, fra materiale e spirito, tra informale e figura, in cui plasmare la propria creatività artistica.
La sua è un’arte tesa ad un’intensità assoluta, al trasferimento della sensazione nella traduzione visuale senza nessuna pianificazione neppure progettuale, che segue, casomai, una dimensione noetica, dal greco nous che significa “mente” nella sua accezione più elevata, indicando non tanto la mente razionale quanto la pura coscienza, una specie di “coscienza immediata”, di conoscenza interiore, che va oltre quello che è determinato dai sensi e dalla ragione, dai significati delle cose della vita.

ALLO SCOPERTO
tecnica mista su juta cm 100x110


E’ un’arte, quindi, che lascia ampio spazio alla casualità, o meglio alla libera invenzione, modulata da una sorta di interna misteriosa armonia che procede dall'artista e si svolge con libera spontaneità nelle osservazioni della natura, ma anche nelle emozioni e nella coscienza. Nella sua pittura Tonello ha sempre cercato se stesso e le ragioni prime del proprio essere; nessuna ricerca di facili effetti o suggestioni, ma libertà creative assoluta. Ripudiando la logica plastica della figura, con i suoi possibili agganci al mondo reale, l’artista ha percorso con assoluta coerenza il suo “sentiero pittorico” producendo un’arte di gusto raffinato, carico di luce e di cromie che si concretizzano in realizzazioni ed esiti che, confrontandosi con l'espressionismo tedesco e con la pittura americana vanno nella direzione dell'Informale di determinati artisti quali De Kooning, Hartung, Fautrier, ma anche gli italiani Burri, Morlotti, Afro e Vedova, di cui si intravvedono dei riferimenti indiscussi, come l’azione del gesto, istintivamente dosato, per niente casuale, ma fortemente enfatizzato, in esso, data la sua irripetibilità, è presente l’unico momento di vera creatività, quello che carica di significato l’opera stessa. Il gesto può essere di qualsiasi natura, pittorico, non pittorico, disorganico, brutale, fermo e disteso, purché sia un gesto che crei arte, ma non è arte la pittura indotta dal gesto, ma il gesto stesso; il segno creato deve riportare al gesto che l'ha generato, il gesto è arte.

NON VOGLIO SVEGLIARMI
tecnica mista su juta cm 100x100


Tonello attinge, quindi, da modelli alti dell'arte, ma sempre in un intreccio di ascendenze risolte in maniera rispettosa e concependo il quadro come un mezzo di conoscenza, come il luogo in cui tradurre in immagini la propria volontà di esistere e di raccontarsi. Gestuale e vibrante, grumoso e plastico, in una sorta di full immersion dentro la materia viva e pulsante delle sagome che prendono corpo. Attraverso il decomporsi della forma ed istallandosi dentro un processo intensamente sentito, la fisicità della materia cromatica diventa progressivamente immateriale e tendenzialmente spirituale.
La pittura “astratta” è una sensazione infinita, avvolgente, sconvolgente nella sua pienezza cromatica in cui tutto è affidato alla capacità di dare corpo alla creazione fantastica ed all’invenzione, all’espressività del gesto, in esso sta appunto il valore artistico e cioè nell’azione, nell’atto stesso della creazione.

IL VUOTO CONCEPITO
tecnica mista su 4 tele
cm 80x120
misura totale cm 200x200

 

L’artista per portare in superficie verità nascoste nei recessi più reconditi dell’animo, si affida al proprio istinto ed invade la tela con una sequenza di gesti: pennellate energiche, spazzolate di colore, giungendo a diversi ed esaltanti risultati come tracciati di linee spesse, organizzate in maniera casuale, grovigli, intrecci, composizioni monumentali di laghi di colore.
Lo spazio in continua tensione dinamica, vibrante e denso, è un campo di prova continua, un universo in fieri, in perenne formazione, che ha saputo portare nella ricerca artistica le suggestioni di una profonda memoria antropologica. Il segno pittorico si scompone, ma poi si sintetizza in immagini, che si collocano in una sorta di “magma primordiale”, da cui si sprigiona pura energia lirica. E’ pittura nel senso pieno della parola, sciolta da ogni riferimento esterno, da ogni mimetismo naturale, nell’informalità della struttura profonda, la pittura di Tonello contiene una spontaneità e una cultura, capaci di trasmigrare per deduzione dal mondo all’arte, all’essenza delle cose: le immagini si complicano, si scompongono, come obbedendo ad un impulso interiore, ad una suprema legge dell’espressione. Esplode così l’irruenta e comunicativa vis cromatica che dà origine ad opere inconfondibili in cui il colore rivela il fondamento espressionista che dà forza, sostanza e struttura a tutta la produzione dell’artista, il colore si stende su colore, s’infiltra e dilaga, pervade lo spazio, in un poetico alterarsi d’inconsistenze in sussistenze. Per Gino Tonello è proprio come affermava Picasso “I colori come i lineamenti seguono il corso delle emozioni”. I toni seguono il cadere della luce sulla tela, piano si condensano in misure dai volumi materici, si concentrano in evocazioni di paesaggi, stati d’animo, incontri e ricordi. La pittura di Tonello si avverte proprio negli scarti e nelle contrapposizioni, lievi o accentuate, della distribuzione del colore, nei contrasti vivi delle zone adombrate ed illuminate, nel guizzo agitato delle luci e delle forme che si assimilano con la comprensione del clima atmosferico, per rendere una fantasia coloristica sussultante.

IL CINESE (LA BOCCA DELLA VERITÀ)
tecnica mista su tela cm 100x100

 

Un itinerario espressivo che si costituisce alla confluenza di energie creative, di capacità analitiche, di sensibilità espressive, nonchè di una notevole formazione culturale e di una certa elaborazione intellettuale, tutti elementi accompagnati non solo da professionalità, ma anche dalla conoscenza dei linguaggi visivi. Quello di Tonello è un percorso che si organizza in un impegnato progetto di ricerca sull’arte e sulla pittura in particolare con un proprio autonomo sviluppo, un proprio originale e coerente approdo.
Forse è proprio questo dominio naturale dei mezzi espressivi che gli consente di intraprendere una revisione critica dei temi informali classici e di assumerli tutti in una visione unica e intensamente sintetica. Nelle sue opere compaiono il segno denso e pregnante di Hartung, il "tachisme" di Mathieu, Wols e Michaux, le soluzioni complesse di De Kooning, i neri tormentati di Matta e Vedova, fino al “gocciolamento” intenso e creativo di Pollock.

LEGGERO LEGGERO… ALLA RICERCA DELL’INVISIBILITÀ
tecnica mista su tela cm 100x100

 

Segno, gesto, plaghe di colore, sfumature, tracce di asportazione e sovrapposizioni coesistono e si propongono come elementi in diverso rapporto tra loro, esponenti di un mondo infinitamente variabile interpretabile secondo infinite accezioni, pur nell’apparente continuità e perseveranza dell’impostazione di fondo.
La pittura di Tonello è pittura dell’anima, sempre in bilico fra finito e infinito, alla ricerca della propria verità interiore: dall’inconscio dell’artista affiorano gesti pittorici innocenti, quasi primitivi, che solcano la tela con incontaminata forza e purezza. L’indistinto diviene via via più distinto, fino a trovare naturalmente una propria forma. Così il suo spirito ribelle si rinnova, e ogni volta plasma la materia con occhi vergini, in una sorta di illuminazione primordiale.

IN CASO DI ARTE
tecnica mista e accetta su tela cm 100x100

La sua pittura è come un paesaggio visto dall’alto a volo d'uccello. Distese desertiche laviche che a centinaia di metri d'altezza rivelano un carattere selvaggio. Superfici aspre che da una visione aerea appaiono partorite da un’orogenesi implacabile. Terre scabre, spaccate in profonde crepe, animate di sabbie e crete, sporgenze di anfratti argillosi. Dove protagonista assoluta è la materia, in tutta la sua infuocata realtà fenomenica. E la pittura di Tonello racconta la parabola espressiva di questa materia, attraverso la sua “attività nel tempo”, con opere caratterizzate da una pittura dotata di un linguaggio di forza straordinaria. Una materia talmente fine a se stessa che potrebbe far pensare ad un ritorno al naturalismo se non si lasciasse, poi, suggestionare dall’informale d’azione che nelle mani si trasforma in un virulento e dominante espressionismo astratto e allo stesso tempo viene influenzata a favore di un vocabolario personale, basato su quell’insolente e prepotente materialità, che lo allinea alle ricerche di Dubuffet, Fautrier soprattutto di Burri nel suo scegliere la materia come medium.

RISVEGLIO
tecnica mista su tela cm 100x100

L’arte di Tonello appare, dunque, come una produzione che ha il sapore della recherche della propria anima e di quella universale poiché nasce proprio dal desiderio di esprimere se stesso senza limitazione alcuna, senza regole imposte da scuole o tradizioni, senza vincoli di pensiero o di stile che possano inibire il libero fluire delle emozioni; in questo modo svela un mondo, in cui la ricerca sottile della perfezione attinge alle zone liminari della coscienza, e da queste trae nutrimento. Le cromie assumono movenze morbide con significativi abbandoni alla “de concettualizzazione” dell’arte, per riportarla ad un giusto rapporto tra spessori e percezione, tra creatività autonoma della materia e partecipazione emotiva catartica.
Le sue sono rappresentazioni intime e vere di una natura antica e vitale, che pulsa nel sottofondo di ogni coscienza, che colora e traccia ogni percezione e sentimento, che è origine e scopo, impulso di generazione e alterità, rifugio ed eroismo di ogni esistenza.

LIFE
tecnica mista su 6 tele di juta cm 80x200
misura totale cm 480x200